[Dana Territo] La musica natalizia può sollevare i malati di Alzheimer, ma serve equilibrio

È terapeutico per una persona con Alzheimer o demenza ascoltare molti canti o musica natalizia durante le feste?

people singing christmas songsImage by freepik

La musica è stata spesso definita un linguaggio universale e gli studi hanno dimostrato che può influenzare le onde cerebrali, la circolazione cerebrale e gli ormoni dello stress. Sebbene non vi sia alcuna pretesa che la musica possa curare una malattia, la ricerca ha dimostrato che la musica apporta benefici in diversi modi: riduce lo stress e l’ansia, aiuta le persone a dormire meglio, spesso aiuta ad alleviare il dolore, migliora la comunicazione, è un modo per esprimere sentimenti, promuove la riabilitazione fisica e migliora anche la memoria (American Music Therapy Organization, 2011).


È stato dimostrato che aiuta la memoria e le abilità linguistiche, può frenare comportamenti aggressivi o agitati e persino innescare una risposta non verbale in una persona con morbo di Alzheimer (MA) avanzato. La musica motiva e ispira ed è un mezzo potente e non minaccioso e, pertanto, le persone con MA reagiscono positivamente, mentre il loro umore e i loro stati emotivi migliorano. Anche il ritmo e la struttura della musica – con il battito delle dita dei piedi e il battito delle mani – possono costituire di per sé una forma di esercizio.


La musica natalizia stimola i ricordi nelle persone con MA o demenza. Poiché il cervello ha la musica organizzata attraverso il ritmo e la melodia, questa aiuta le persone colpite a ricordare diversi aspetti e momenti della loro vita. La musica durante il periodo natalizio può essere gioiosa e spiritualmente potente, oltre che edificante e affermativa. I pazienti con MA e demenza sembrano riconnettersi con i ricordi innescati dalla musica, e ricordare i brani natalizi tradizionali è molto terapeutico, poiché può innescare molto dialogo e interazione con la persona.


Tieni presente, tuttavia, che esiste un adeguato equilibrio associato all’ascolto della musica natalizia. Troppo ascolto può essere travolgente e può causare attacchi di ansia, depressione o tristezza. Troppo poco può privare la persona della gioia della stagione e delle opportunità di ricordare il passato e far emergere i ricordi conservati con gli altri. Un nuovo studio della British Academy of Sound Therapy suggerisce che ascoltare anche solo 78 minuti di musica ogni giorno fa bene alla salute mentale e alla qualità della vita. L’Accademia consiglia addirittura una “formula” specifica necessaria per un esito positivo:

  • 14 minuti di musica “edificante” per sentirsi felici,
  • 16 minuti di musica “calmante” per sentirsi rilassati,
  • 16 minuti di qualunque cosa tu scelga per superare la tristezza,
  • 15 minuti di musica “motivante” per aiutare la concentrazione e
  • 17 minuti di qualunque cosa tu scelga per aiutare a gestire la rabbia.

Sebbene questa formula possa essere praticata da chiunque, il caregiver di MA può creare una lista di brani di musica natalizia seguendo questa struttura per migliorare l'umore e i comportamenti durante la giornata del proprio caro.


Inoltre, il caregiver può integrare la musica natalizia di accompagnamento con le attività familiari e/o preferite della stagione. Abbinando le attività alla musica, la persona colpita può sviluppare un ritmo che forse la aiuta a richiamare il ricordo dell'attività, potendo migliorare le capacità cognitive nel tempo. L'attitudine e l'apprezzamento musicale sono due abilità che rimangono nelle persone con MA molto tempo dopo che le altre abilità sono scomparse, quindi la musica può costituire un modo per raggiungere la persona oltre la malattia.


Anche se a volte le festività natalizie possono essere impegnative, i caregiver possono aspirare ad abbracciare la stagione, incoraggiando i loro cari a condividere tutti i ricordi natalizi a loro disposizione attraverso i residui della loro dimora interiore di ricordi personali. I canti natalizi e la musica sono doni che possono attingere e sbloccare le emozioni in quella persona ancora appassionata e amorevole affetta da MA o da demenza.

 

 

 


Fonte: Dana Territo in The Advocate (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'cop…

11.06.2020 | Ricerche

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Effetti della carenza di colina sulla salute neurologica e dell'intero si…

23.01.2023 | Ricerche

Assorbire colina a sufficienza dall'alimentazione è cruciale per proteggere il corpo e il cervello d...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al canc…

21.09.2014 | Ricerche

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...

Questo approccio di medicina di precisione potrebbe aiutarti a ritardare la de…

5.12.2025 | Ricerche

Secondo un nuovo studio condotto alla Università della California di San Francisco, la c...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018 | Esperienze & Opinioni

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'i…

9.11.2020 | Ricerche

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019 | Esperienze & Opinioni

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Flusso del fluido cerebrale può essere manipolato dalla stimolazione sensorial…

11.04.2023 | Ricerche

Ricercatori della Boston University, negli Stati Uniti, riferiscono che il flusso di liq...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per un...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020 | Ricerche

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Al…

27.04.2015 | Ricerche

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

Meccanismo neuroprotettivo alterato dai geni di rischio dell'Alzheimer

11.01.2022 | Ricerche

Il cervello ha un meccanismo naturale di protezione contro il morbo di Alzheimer (MA), e...

Svelata una teoria rivoluzionaria sull'origine dell'Alzheimer

28.12.2023 | Ricerche

Nonostante colpisca milioni di persone in tutto il mondo, il morbo di Alzheimer (MA) man...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame t…

28.02.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo di ...

Perché il diabete tipo 2 è un rischio importante per lo sviluppo dell'Alz…

24.03.2022 | Ricerche

Uno studio dell'Università di Osaka suggerisce un possibile meccanismo che collega il diabete all'Al...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizion…

10.09.2018 | Ricerche

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di Alzh…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Antiossidanti aiutano contro vari problemi di salute, ma è complicato capire q…

3.11.2025 | Esperienze & Opinioni

La descrizione di antiossidante è tutta nel nome: gli antiossidanti contrastano gli ossi...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.