Il coinvolgimento degli agenti patogeni invisibili nella demenza

I paesi del G8 hanno deciso di affrontare la pandemia di demenza che sta portando a una crisi nella spesa medica e nell'assistenza sociale. Però nel focalizzare l'attenzione internazionale sulla demenza vascolare, si potrebbe perdere l'occasione per indagare sulle demenze che si ritiene siano causate da agenti patogeni invisibili.


Nel dicembre 2013 Peter Piot, direttore della London School of Hygiene and Tropical Medicine, ha chiesto ai leader mondiali di affrontare la pandemia incombente di demenza con un'azione concertata [1]. Alla conferenza del vertice del G8 sulla demenza del marzo 2014, l'inviato della demenza mondiale Dennis Gillings ha detto ai delegati che le aziende farmaceutiche devono ricevere incentivi per investire nella ricerca.


Vorrei suggerire che è importante per i paesi del G8 non solo finanziare le aziende che sviluppano farmaci per la demenza vascolare (circa 25% dei casi), ma stimolare la ricerca negli agenti patogeni invisibili che sono potenzialmente alla base dell'insorgenza e della trasmissione di altre forme di demenza e di malattie debilitanti.


Lo scorso giugno, Alan MacDonald ha visitato Londra per dare la lezione inaugurale sulla spirocheta della Alzheimer Association. Più di 30 anni fa, nel tessuto cerebrale di Alzheimer egli ha trovato placche con biofilm della spirocheta Borrelia bergdorferi. Queste sono colonie batteriche organizzate che possono essere rilevate nelle malattie multisistemiche come la sindrome da stanchezza cronica, la borreliosi umana e l'artrite di Lyme. Questa spirocheta è un patogeno invisibile "parete cellulare carente", che cambia volutamente forma per eludere i rilevamenti e la formazione di anticorpi.


Riferendo sulla borreliosi di Lyme per il Dipartimento della Salute, Brian Duerden, ispettore di microbiologia e controllo delle infezioni, aveva criticato i terreni di coltura, i test non ortodossi e i laboratori senza licenza in quanto non sono in grado di fornire la prova "valida" del coinvolgimento della spirocheta in una vasta gamma di condizioni [2].


Una visione più proattiva viene da Christian Perronne, un microbiologo francese, che ha esaminato 63 documenti su malattie trasmesse dalle zecche e ha riconosciuto la necessità di iniettare investimenti nella ricerca, per affrontare l'auto-compiacimento medico e sensibilizzare sul retaggio delle malattie croniche [3].


Lida Mattman, autrice di un libro di riferimento sugli agenti patogeni invisibili [4], ritiene che la Borrelia sia trasmissibile da uomo a uomo, senza un insetto vettore [5] e, nel 2012, Judith Miklossy ha sottolineato le somiglianze tra la neuroborreliosi terziaria e la neurosifilide terziaria [6 ], quindi abbiamo bisogno di sapere se ci sono altre forme di trasmissione che contribuiscono al ritmo con cui si sta diffondendo la pandemia di demenza.

 

 

 

Referenze:

  1. Saba Salman. Dementia is the next global pandemic, says Aids prevention pioneer. The Guardian. 11 December 2013.  (accessed 15 September 2014)
  2. Duerden BI. Unorthodox and unvalidated laboratory tests in the diagnosis of Lyme borreliosis and in relation to medically unexplained symptoms. Department of Health, London, UK, 2006.
  3. Perronne C. Lyme and associated tick-borne diseases: global challenges in the context of a public health threat. Frontiers in cellular and infection microbiology. 2014. doi: 10.3389/fcimb.2014.000740 (accessed 15 September 2014)
  4. Mattman LH. Cell Wall Deficient Forms: Stealth Pathogens. Third edition. Florida: CRC Press LLC, 2001.
  5. Howenstine J. Curing Lyme Disease with Samento.  (accessed 15 September 2014)
  6. J Miklossy. Chronic or late lyme neuroborreliosis: analysis of evidence compared to chronic or late neurosyphilis. Open Neurol J 2012;6:146-157. doi: 10.2174/1874205X01206010146 (accessed 15 September 2014)

 

 

 

 


Fonte:  Noel Baumber in The Pharmaceutical Journal   (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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