Nuovo anticorpo prefigura un trattamento più efficace per l'Alzheimer

Ricercatori dell'Università di Uppsala hanno progettato nuovi anticorpi che potrebbero fornire metodi di trattamento più efficaci per il morbo di Alzheimer (MA). Progettando anticorpi che si legano anche agli aggregati più piccoli, o grumi, della proteina amiloide-beta (Aβ), si potrebbe controllare l'avanzamento della malattia. I risultati sono pubblicati su Translational Neurodegeneration.

Sviluppare metodi di trattamento efficaci per il MA si è dimostrato difficile. Il più efficace, che è stato appena approvato, fornisce solo effetti marginali. Ci sono diversi motivi per cui non sono efficaci, uno dei quali è che gli anticorpi usati non si legano a tutti i tipi di grumi tossici che causano la malattia.


Nel MA, la proteina Aβ inizia a formare grumi, in un processo chiamato aggregazione, e i ciuffi creati sono chiamati aggregati. Il gruppo di ricerca aveva dimostrato in precedenza che il trattamento con il peptide somatostatina fa sì che il corpo inizi a rompere i blocchi costitutivi dell'aggregato. Nel nuovo studio, i ricercatori hanno usato un anticorpo che può legarsi agli aggregati tossici per impedire loro di danneggiare le cellule.

 

I grumi piccoli possono essere più tossici

Il problema con i metodi di trattamento attualmente testati negli studi su pazienti è che gli anticorpi si legano con più forza ai grumi grandi e quasi per niente a quelli piccoli. I grumi piccoli sono altrettanto tossici di quelli grandi e molti pensano che in realtà siano ancora più pericolosi perché possono muoversi di più.


Lo scopo dello studio attuale era sviluppare un formato anticorpo che può legarsi a grumi grandi e piccoli di Aβ. Gli anticorpi usano l'effetto avidità per legarsi con forza ai loro obiettivi. Ciò richiede il legame di entrambi i bracci dell'anticorpo allo stesso obiettivo e allo stesso tempo.


La distanza tra le braccia dell'anticorpo è cruciale in relazione alla dimensione, anche piccola, dell'aggregato a cui l'anticorpo può legarsi con forza. Se l'aggregato è più piccolo della distanza tra le braccia, esse non si legano fortemente all'aggregato. Se è più grande, si legano con l'aggregato molto fortemente.


Nel nuovo articolo, i ricercatori hanno sviluppato un nuovo formato di anticorpo con distanze più brevi tra le braccia, in modo che si leghino agli aggregati più piccoli. Il nuovo formato ha anche più siti vincolanti per rendere il legame extra forte.


"Grazie all'effetto avidità, il nuovo formato di anticorpo è almeno 40 volte più forte nella legatura ai grumi. Il nuovo tipo di anticorpo può anche legarsi a piccoli aggregati con avidità, fatto che non abbiamo visto in precedenza in nessun altro anticorpo. È fantastico", afferma Greta Hultqvist, docente senior e professoressa associata di progetto di farmaci proteici all'Università di Uppsala, che ha guidato lo studio.


Gli effetti degli anticorpi sono stati testati anche con un esperimento in coltura cellulare, che ha dimostrato che il nuovo formato di anticorpo potrebbe salvare le cellule dalla morte causata da aggregati di Aβ. Sebbene non fossero stati inclusi esperimenti pre-clinici, secondo il team questi risultati suggeriscono che il nuovo anticorpo potrebbe essere più efficace di quelli sperimentati finora.


"Lo studio si è concentrato sulla proteina Aβ nel MA, ma il nuovo anticorpo può avere validità generale ed essere applicabile ad altri grumi che causano malattie. Da una prospettiva di lungo termine, speriamo che il nuovo formato possa aprire nuove strade per generare trattamenti, non solo nel MA, ma anche per altre malattie in cui le proteine ​​cominciano a formare aggregati, come il Parkinson“, dice Fadi Rofo, dottorando in progettazione di farmaci proteici all'Università di Uppsala, e primo autore dello studio.

 

 

 


Fonte: Elin Bäckström in Uppsala University (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Fadi Rofo, Jos Buijs, Ronny Falk, Ken Honek, Lars Lannfelt, Anna Lilja, Nicole Metzendorf, Tobias Gustavsson, Dag Sehlin, Linda Söderberg, Greta Hultqvist. Novel multivalent design of a monoclonal antibody improves binding strength to soluble aggregates of amyloid beta. Translational Neurodegeneration, 2021, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Età degli organi biologici prevede il rischio di malattia con decenni di antic…

11.03.2025 | Ricerche

I nostri organi invecchiano a ritmi diversi e un esame del sangue che determina quanto ciascuno è...

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Al…

27.04.2015 | Ricerche

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

Gli interventi non farmacologici per l'Alzheimer sono sia efficaci che co…

19.04.2023 | Ricerche

Un team guidato da ricercatori della Brown University ha usato una simulazione al computer per di...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per un...

Scoperta nuova causa di Alzheimer e di demenza vascolare

21.09.2023 | Ricerche

Uno studio evidenzia la degenerazione delle microglia nel cervello causata dalla tossicità del ferro...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Al…

30.01.2015 | Ricerche

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picco...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, me…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di me...

Qualità della vita peggiora quando l'Alzheimer è complicato dal cancro

28.04.2023 | Esperienze & Opinioni

Che considerazioni si possono fare per una persona con Alzheimer che riceve anche la diagnosi di can...

[Dana Territo] Accetta la persona cara in ogni fase del percorso della malatti…

13.01.2026 | Esperienze & Opinioni

Qualche parola di saggezza per i caregiver di Alzheimer per il nuovo anno?

Molto...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019 | Ricerche

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA), ...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della compa…

27.08.2015 | Ricerche

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

A 18 come a 80 anni, lo stile di vita è più importante dell'età per il ri…

22.07.2022 | Ricerche

Gli individui senza fattori di rischio per la demenza, come fumo, diabete o perdita dell...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzhe…

6.05.2021 | Ricerche

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017 | Ricerche

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV ...

Dare un senso alla relazione obesità-demenza

2.08.2022 | Esperienze & Opinioni

Questo articolo farà capire al lettore perché l'obesità a volte può aumentare il rischio...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nelle...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare …

27.06.2018 | Ricerche

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle mo...

Goccioline liquide dense come computer cellulari: nuova teoria sulla causa del…

22.09.2022 | Ricerche

Un campo emergente è capire come gruppi di molecole si condensano insieme all'interno de...

La scoperta del punto di svolta nell'Alzheimer può migliorare i test di n…

20.05.2022 | Ricerche

 Intervista al neurologo William Seeley della Università della California di San Francisco

...

Il litio potrebbe spiegare, e trattare, l'Alzheimer?

19.08.2025 | Ricerche

Qual è la prima scintilla che innesca la marcia ruba-memoria del morbo di Alzheimer (MA)...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.