Identificata proteina che può interferire con lo sviluppo embrionale del cervello e la migrazione dei neuroni

Gli interneuroni - le cellule nervose che funzionano come "variatori" - svolgono un ruolo importante nel cervello. La loro formazione e migrazione alla corteccia cerebrale durante la fase embrionale di sviluppo è essenziale per il normale funzionamento del cervello.

Sviluppo e migrazione anormali degli interneuroni possono portare a una serie di disturbi e malattie: dall'epilessia all'Alzheimer.


Gli interneuroni (che si muovono dal basso a
sinistra verso l'alto a destra in questa immagine)
utilizzano piccole braccia per tirarsi fuori da un
pezzo di tessuto cerebrale embrionale che è
cresciuto per due giorni in una piastra di Petri.
(Credit: Image courtesy of KU Leuven)


Una nuova ricerca, condotta dal Dr. Eve Seuntjens e dal Dr. Veronique van den Berghe del Dipartimento di Sviluppo e Rigenerazione (laboratorio Danny Huylebroeck, Facoltà di Medicina) della KU Leuven (Università di Lovanio), ha identificato due proteine, SIP1 e Unc5b, che hanno un ruolo importante nello sviluppo e nella migrazione di interneuroni nella corteccia cerebrale - una svolta nella comprensione dello sviluppo cerebrale iniziale.


Per il funzionamento del cervello sano sono cruciali due tipi di cellule nervose:

(1) i neuroni di proiezione, quello il più noto dei due, producono collegamenti tra le diverse aree del cervello;
(2) gli interneuroni, il secondo tipo, funzionano come variatori [dimmers] che regolano i processi di segnalazione dei neuroni di proiezione.

Una carenza o irregolare funzionamento degli interneuroni può provocare cortocircuiti nel sistema nervoso. Questo può portare a crisi epilettiche, un sintomo comune di disturbi cerebrali. La disfunzione interneuronale sembra anche avere un ruolo nella schizofrenia, nell'autismo e nelle malattie neurodegenerative come l'Alzheimer, il Parkinson e la SLA.

 

Pionieri

I ricercatori hanno da poco capito come si formano i diversi tipi di neuroni durante lo sviluppo embrionale. Durante lo sviluppo iniziale del cervello, le cellule staminali formano i neuroni di proiezione della corteccia cerebrale. Gli interneuroni sono fatti altrove nel cervello. Questi interneuroni poi migrano verso la corteccia per mescolarsi con i neuroni di proiezione. Il Dr. Eve Seuntjens del laboratorio Celgen guidato dal professor Danny Huylebroeck spiega: "Il viaggio degli interneuroni è molto complesso: il loro ambiente cambia costantemente durante la crescita e non ci sono le strutture esistenti - tipo le vie nervose - che possono seguire".


La questione è come gli interneuroni giovani ricevono le loro "indicazioni" verso la corteccia cerebrale. Diverse proteine hanno un ruolo, dice il Dott. Seuntjens. "Abbiamo cambiato il gene che contiene il codice di produzione della proteina SIP1 nei topi in modo che questa proteina non sia più prodotta durante lo sviluppo del cervello. In quei topi gli interneuroni non hanno mai raggiunto la corteccia cerebrale; non riuscivano a trovare la strada. Questo ha a che fare con i segnali di orientamento (sostanze che respingono o attraggono gli interneuroni spingendoli quindi nella direzione giusta) incontrati dagli interneuroni nella strada verso la corteccia cerebrale. Senza produzione di SIP1, gli interneuroni vedono le cose attraverso una lente troppo forte, per così dire. Vedono troppi segnali di stop e si bloccano. Tale lente troppo forte è la proteina Unc5b che viene disattivata dalla SIP1 nei topi sani. Ci sono diversi fattori noti che influenzano la migrazione degli interneuroni, ma l'Unc5b è la prima proteina che abbiamo isolato che ora sappiamo deve essere spenta per permettere una migrazione dgli interneuroni senza problemi".


Il passo successivo è studiare questo processo neuronale negli esseri umani. "Ora che ci sono le tecniche per creare cellule staminali da cellule della pelle, siamo in grado di simulare la trasformazione di cellule staminali in interneuroni e esaminare cosa può andare male. Da lì, siamo in grado di verificare se alcuni farmaci possono invertire il danno. Questo è tutto ancora all'orizzonte, ma si può vedere che l'attenzione della ricerca sui disturbi e sulle malattie cerebrali si sta sempre più spostando verso lo sviluppo infantile perché potrebbe essere proprio lì la causa".

 

 

 

 

***********************
Cosa pensi di questo articolo? Ti è stato utile? Hai rilievi, riserve, integrazioni? Conosci casi o ti è successo qualcosa che lo conferma? o lo smentisce? Puoi usare il modulo dei commenti qui sotto per dire la tua opinione. Che è importante e unica.

 

***********************
Fonte: Materiale della KU Leuven.

Riferimento:
Veronique van den Berghe, Elke Stappers, Bram Vandesande, Jordane Dimidschstein, Roel Kroes, Annick Francis, Andrea Conidi, Flore Lesage, Ruben Dries, Silvia Cazzola, Geert Berx, Nicoletta Kessaris, Pierre Vanderhaeghen, Wilfred van IJcken, Frank G. Grosveld, Steven Goossens, Jody J. Haigh, Gord Fishell, André Goffinet, Stein Aerts, Danny Huylebroeck, Eve Seuntjens. Directed Migration of Cortical Interneurons Depends on the Cell-Autonomous Action of Sip1. Neuron, 2013; 77 (1): 70 DOI: 10.1016/j.neuron.2012.11.009.

Pubblicato in ScienceDaily il 14 Gennaio 2013 - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:



Notizie da non perdere

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per un...

Diagnosi di Alzheimer: prenditi del tempo per elaborarla, poi vai avanti con m…

4.12.2023 | Esperienze & Opinioni

Come posso accettare la diagnosi di Alzheimer?

Nathaniel Branden, compianto psicoterape...

Mega-analisi rivela perché la memoria declina con l’età

28.01.2026 | Ricerche

Rischio genetico per l’Alzheimer e diffuso restringimento del cervello legati a una maggiore perd...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

L'impatto del sonno su cognizione, memoria e demenza

2.03.2023 | Ricerche

Riduci i disturbi del sonno per aiutare a prevenire il deterioramento del pensiero.

"Ci...

Subiamo un 'lavaggio del cervello' durante il sonno?

4.11.2019 | Ricerche

Una nuova ricerca eseguita alla Boston University suggerisce che questa sera durante il ...

Perché il diabete tipo 2 è un rischio importante per lo sviluppo dell'Alz…

24.03.2022 | Ricerche

Uno studio dell'Università di Osaka suggerisce un possibile meccanismo che collega il diabete all'Al...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014 | Ricerche

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Questo approccio di medicina di precisione potrebbe aiutarti a ritardare la de…

5.12.2025 | Ricerche

Secondo un nuovo studio condotto alla Università della California di San Francisco, la c...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari no...

Dana Territo: 'La speranza può manifestarsi da molte fonti nella cerchia …

14.01.2025 | Esperienze & Opinioni

Come trovi speranza nel nuovo anno con una diagnosi di Alzheimer?

Avere speranza...

Scoperto un fattore importante che contribuisce all'Alzheimer

22.08.2022 | Ricerche

Una ricerca guidata dai dott. Yuhai Zhao e Walter Lukiw della Luisiana State University ...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per …

30.01.2019 | Ricerche

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel ...

Come un meccanismo di difesa antivirale può portare all'Alzheimer

30.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che la tau iperfosforilata, il componente principale dei grovigli pato...

L'Alzheimer è composto da quattro sottotipi distinti

4.05.2021 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dall'accumulo anomale e dalla diffusione del...

Infezione cerebrale da funghi produce cambiamenti simili all'Alzheimer

26.10.2023 | Ricerche

Ricerche precedenti hanno implicato i funghi in condizioni neurodegenerative croniche co...

Accumulo di proteine sulle gocce di grasso implicato nell'Alzheimer ad es…

21.02.2024 | Ricerche

In uno studio durato 5 anni, Sarah Cohen PhD, biologa cellulare della UNC e Ian Windham della Rockef...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020 | Ricerche

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheime…

1.10.2014 | Ricerche

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta o co...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.