L'equivalenza dimenticare = demenza potrebbe non essere valida

Molti credono che il dimenticare, il mettere regolarmente fuori posto gli oggetti e il ripetere sempre le stesse storie, in età avanzata, siano il segno dell'inizio di una spirale verso la demenza.

Ma dei ricercatori che hanno esaminato più di 200 persone di oltre 70 anni con lievi problemi cognitivi come quelli citati sopra, hanno scoperto che un quarto di loro era tornato al funzionamento normale del cervello dopo due anni. Lo studio rileva che quelli che erano creativi, interessati a nuove idee, leggevano e viaggiavano molto avevano la probabilità maggiore di tornare alla normalità.


Perminder SachdevAnche altri fattori sembrano legati al miglioramento cognitivo, come un buon controllo della pressione arteriosa e la mancanza di artrite, secondo la ricerca pubblicata online sulla rivista PLoS One. Il responsabile dello studio Perminder Sachdev (foto), professore di neuropsichiatria, afferma che i risultati significano che le persone che soffrono di dimenticanza lieve o di lievi cambiamenti nel comportamento dovrebbero andare dal medico così da implementare presto degli interventi.


"Le persone che avvertono sintomi iniziali, spesso non cercano aiuto. Potrebbero avere paura di una diagnosi o non credere che siano abbastanza gravi", dice il professor Sachdev del Centro per l'Invecchiamento Sano del Cervello dell'Università del New South Wales. "Ma questo studio suggerisce che avere problemi cognitivi non porta necessariamente al declino e ci possono essere alcune cose che si potrebbero fare per evitare a lungo il declino". Fino a un quarto di quelli oltre i 70 anni, che avevano decadimento cognitivo lieve, l'hanno fatto.


Il Professor Sachdev sottolinea che sono necessarie altre ricerche per individuare le ragioni del miglioramento. "Pensavamo che il tasso di miglioramento delle persone che abbiamo studiato fosse piuttosto alto e abbiamo deciso di vedere se c'era un errore di misurazione. Per esempio, forse alcune persone erano malate o stressate il giorno prima che le abbiamo testate. Ma sembra che, anche se questo può essere vero per alcuni di essi, una parte significativa di essi ha veramente megliorato". I ricercatori hanno intenzione di seguire i partecipanti ogni due anni.



Chris Hatherly, responsabile nazionale della ricerca di Alzheimer's Australia dice che potrebbe essere difficile individuare la causa del deterioramento cognitivo precoce. "Potrebbe essere causato da una malattia degenerativa che porta alla demenza, ma anche da problemi di salute mentale, cambiamenti ormonali o da dolore o stress non diagnosticati", dice. "Perciò il miglioramento potrebbe essere più probabile a seconda della causa".

Egli ritiene che quelli con personalità più aperte ottengano risultati migliori nello studio perché erano più propensi a sfidare il loro cervello provando cose nuove, leggendo libri, socializzando con gli amici e facendo parole crociate. "Qualsiasi cosa che fa imparare è esercizio per il cervello", dice il dottor Hatherly. "Per di più, è importante fare esercizio fisico e avere una dieta sana, perché il cervello è un organo dopo tutto e ha bisogno di un buon flusso di sangue".


Le persone spesso aspettano uno o due anni per chiedere aiuto, dopo aver iniziato a sperimentare i primi segni di declino mentale, ha detto, ma il 10 per cento delle persone con problemi lievi sviluppano la demenza entro due anni. Egli sottolinea l'importanza di andare presto dal medico. "Nessuno vuole una diagnosi di demenza", ha detto. "Eravamo terrorizzati allo stesso modo dal cancro 30 anni fa, più che altro perché non c'era niente da fare. Abbiamo paura della demenza, perché non esiste una cura. Ma ci sono trattamenti che possono ritardare la demenza e interventi che possiano mettere in atto dall'inizio".

 

 

 

 

 


Cosa pensi di questo articolo? Ti è stato utile? Hai rilievi, riserve, integrazioni? Conosci casi o ti è successo qualcosa che lo conferma? o lo smentisce? Puoi usare il modulo dei commenti qui sotto per dire la tua opinione. Che è importante e unica.
The original English version EnFlag
of this article is here.

 

 

 

 

 


Riferimento: Sachdev PS, Lipnicki DM, Crawford J, Reppermund S, Kochan NA, et al. (2013) Factors Predicting Reversion from Mild Cognitive Impairment to Normal Cognitive Functioning: A Population-Based Study. PLoS ONE 8(3): e59649. doi:10.1371/journal.pone.0059649

Pubblicato da Melissa Davey in WAToday.com.au il 28 Marzo 2013 - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

 

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:




Notizie da non perdere

I tuoi ricordi sono governati da timer nascosti nel tuo cervello

10.12.2025 | Ricerche

Uno dei compiti più essenziali del cervello è decidere quali esperienze immagazzinare co...

Ricercatori delineano un nuovo approccio per trattare le malattie degenerative

8.05.2024 | Ricerche

Le proteine sono i cavalli da soma della vita. Gli organismi li usano come elementi costitutivi, ...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta o co...

Svelata una teoria rivoluzionaria sull'origine dell'Alzheimer

28.12.2023 | Ricerche

Nonostante colpisca milioni di persone in tutto il mondo, il morbo di Alzheimer (MA) man...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, me…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di me...

Il litio potrebbe spiegare, e trattare, l'Alzheimer?

19.08.2025 | Ricerche

Qual è la prima scintilla che innesca la marcia ruba-memoria del morbo di Alzheimer (MA)...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020 | Ricerche

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carriera...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019 | Esperienze & Opinioni

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020 | Ricerche

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Huper…

27.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo d…

17.04.2020 | Ricerche

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Cibo per pensare: come la dieta influenza il cervello per tutta la vita

7.10.2024 | Esperienze & Opinioni

Una quantità di ricerche mostra che ciò che mangiamo influenza la capacità del corpo di ...

Età degli organi biologici prevede il rischio di malattia con decenni di antic…

11.03.2025 | Ricerche

I nostri organi invecchiano a ritmi diversi e un esame del sangue che determina quanto ciascuno è...

Subiamo un 'lavaggio del cervello' durante il sonno?

4.11.2019 | Ricerche

Una nuova ricerca eseguita alla Boston University suggerisce che questa sera durante il ...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021 | Ricerche

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria MeshC...

Allenamento con i pesi protegge il cervello delle persone anziane dalla demenz…

15.04.2025 | Ricerche

Uno studio, condotto presso l'Università di Stato di Campinas (Brasile), ha scoperto che dopo sei...

Il ciclo dell'urea astrocitica nel cervello controlla la lesione della me…

30.06.2022 | Ricerche

Nuove scoperte rivelano che il ciclo dell'urea negli astrociti lega l'accumulo di amiloide-beta e la...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019 | Esperienze & Opinioni

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Dana Territo: 'La speranza può manifestarsi da molte fonti nella cerchia …

14.01.2025 | Esperienze & Opinioni

Come trovi speranza nel nuovo anno con una diagnosi di Alzheimer?

Avere speranza...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l…

4.08.2017 | Ricerche

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.