Stimolazione elettrica può aumentare la memoria lesa anche dall'Alzheimer

Stimolando una particolare area del cervello tramite la somministrazione non invasiva di corrente elettrica con impulsi magnetici (stimolazione magnetica transcranica) si migliora la memoria, secondo un nuovo studio della Northwestern Medicine®.


La scoperta apre un nuovo ambito di possibilità per il trattamento dei deficit di memoria causati da condizioni come l'ictus, l'Alzheimer iniziale, il trauma cranico, l'arresto cardiaco e i problemi di memoria che insorgono quando si invecchia in salute.


"Dimostriamo per la prima volta che è possibile cambiare specificatamente la funzione della memoria nel cervello adulto senza chirurgia o farmaci, che non si sono dimostrati efficaci", ha detto l'autore senior Joel Voss, assistente professore di scienze sociali mediche alla Feinberg School of Medicine della Northwestern University. "Questa stimolazione non invasiva migliora la capacità di imparare cose nuove. Essa ha un enorme potenziale per il trattamento dei disturbi della memoria".


Lo studio è stato pubblicato oggi 29 agosto su Science ed è il primo a dimostrare che, per ricordare gli eventi, un insieme di molte regioni del cervello devono lavorare di concerto con una struttura di memoria cruciale chiamata ippocampo, come in un'orchestra sinfonica. La stimolazione elettrica è come inviare alle aree del cervello un conduttore più talentuoso così che possano suonare in sincronia più stretta. "E' come se avessimo sostituito il loro normale direttore con Muti", ha detto Voss, riferendosi a Riccardo Muti, direttore musicale della rinomata Chicago Symphony Orchestra. "Le regioni del cervello suonano meglio insieme dopo la stimolazione".


Questo approccio ha anche il potenziale di trattare disturbi mentali come la schizofrenia, in cui queste aree del cervello e l'ippocampo sono fuori sincronia l'una con l'altro, danneggiando la memoria e la cognizione.

 

La TMS potenzia la memoria

Lo studio della Northwestern è il primo a dimostrare che la TMS migliora la memoria per lungo tempo dopo il trattamento. In passato, la TMS è stata usata in modo limitato per cambiare temporaneamente la funzione del cervello e migliorare le prestazioni durante un test, per esempio, inducendo qualcuno a spingere leggermente più presto un tasto mentre il cervello veniva stimolato. Lo studio mostra che la TMS può essere usata per migliorare la memoria degli eventi fino ad almeno 24 ore dopo la stimolazione.

 

Trovare il Punto Dolce

Non è possibile stimolare direttamente l'ippocampo con la TMS perché, essendo troppo in profondità nel cervello, i campi magnetici non riescono a penetrarvi. Quindi, con la risonanza magnetica, Voss e colleghi hanno identificato una regione superficiale del cervello (solo ad un centimetro dalla superficie del cranio) con una elevata connettività all'ippocampo. Volevano vedere se, dirigendo la stimolazione su quel punto, questo avrebbe a sua volta stimolato l'ippocampo.


L'ha fatto.


"Mi ha stupito vedere che ha funzionato così specificamente", ha detto Voss. Quando la TMS è stata usata per stimolare quel punto, le aree del cervello coinvolte con l'ippocampo si sono sincronizzate meglio tra loro, come indicato dai dati presi mentre i soggetti erano all'interno di una macchina per la risonanza magnetica, che registra il flusso di sangue nel cervello come una misura indiretta dell'attività neuronale. Più quelle regioni lavorano insieme per merito della stimolazione, meglio le persone sono in grado di apprendere nuove informazioni.

 

Come è stato eseguito lo studio

Gli scienziati hanno reclutato 16 adulti sani, da 21 a 40 anni di età. Ciascuno ha avuto una scansione dettagliata del cervello, oltre a 10 minuti di registrazione dell'attività cerebrale mentre si trovava tranquillamente all'interno di uno scanner MRI. In questo modo si è permesso ai ricercatori di identificare la rete delle strutture cerebrali di ogni persona che sono coinvolte nella memoria e sono ben collegate con l'ippocampo.


Le strutture sono leggermente diverse in ogni persona e possono variare di posizione per alcuni centimetri. "Per indirizzare correttamente la stimolazione, abbiamo dovuto identificare le strutture nello spazio cerebrale di ogni persona, perché il cervello di ognuno è diverso", ha detto Voss. Ogni partecipante si è poi sottoposto ad un test di memoria, costituito da un insieme di associazioni arbitrarie tra facce e parole, che è stato invitato a imparare e a ricordare. Dopo averne stabilito la capacità di base a svolgere questo compito di memoria, i partecipanti hanno ricevuto la stimolazione cerebrale per 20 minuti al giorno, per cinque giorni consecutivi.


Durante la settimana si sono anche sottoposti a scansioni MRI e a test sulla della loro capacità di ricordare una nuova serie arbitraria di coppie parole-faccie per capire come era cambiata la loro memoria a seguito della stimolazione supplementare. Quindi, entro le 24 ore dalla stimolazione finale, essi sono stati testati nuovamente. Al massimo una settimana più tardi, lo stesso esperimento è stato ripetuto, ma con una stimolazione placebo falsa. L'ordine tra stimolazione vera e placebo dello studio è stato invertito per metà dei partecipanti, e a loro non è stato detto quale era vera e quale falsa.


Entrambi i gruppi hanno ottenuto risultati migliori nei test di memoria a seguito della stimolazione cerebrale. Ci sono voluti tre giorni di stimolazione prima che migliorassero. "Si ricordavano più abbinamenti faccia-parola dopo la stimolazione rispetto a prima, il che significa che la loro capacità di apprendimento era migliorata", ha detto Voss. "Questo non è accaduto nella condizione placebo o in un altro esperimento di controllo con ulteriori soggetti".


Inoltre la MRI mostrava che la stimolazione induceva le aree cerebrali a diventare più sincronizzate tra loro e con l'ippocampo. Maggiore è il miglioramento del sincronismo o della connettività tra parti specifiche della rete, migliori sono le prestazioni sul test di memoria. "Più certe regioni del cervello lavorano insieme per merito della stimolazione, più le persone sono in grado di imparare abbinamenti faccia-parola", ha detto Voss.


Usare la TMS per stimolare la memoria ha molteplici vantaggi, ha osservato il primo autore Jane Wang, borsista postdottorato nel laboratorio di Voss alla Feinberg. "Nessun farmaco potrebbe essere specifico come la TMS per queste reti di memoria", ha detto Wang. "Ci sono molti obiettivi diversi e non è facile trovare un recettore singolo coinvolto nella memoria".

 

Il futuro

"Questo apre uno spazio tutto nuovo per studi di trattamenti, dove cercheremo di vedere se possiamo migliorare la funzione nelle persone che ne hanno davvero bisogno", ha detto Voss. Il suo studio è stato eseguito su persone che avevano una memoria normale, nei quali non ci si aspetta di vedere un grande miglioramento perché il loro cervello sta già lavorando in modo efficace. "Ma per una persona con danni cerebrali o con un disturbo della memoria, queste reti sono interrotte, e quindi anche un piccolo cambiamento potrebbe tradursi in guadagni nella loro funzionalità", ha detto Voss.


In uno dei prossimi esperimenti, Voss studierà l'effetto della stimolazione elettrica sulle persone con perdita di memoria in stadio precoce. Egli avverte che sono necessari anni di ricerche per determinare se questo approccio è sicuro o efficace per i pazienti con Alzheimer o con disturbi simili della memoria.

 

 

 

 

 


Fonte:  Northwestern University via EurekAlert! (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti:  J. X. Wang, L. M. Rogers, E. Z. Gross, A. J. Ryals, M. E. Dokucu, K. L. Brandstatt, M. S. Hermiller, J. L. Voss. Targeted enhancement of cortical-hippocampal brain networks and associative memory. Science, 2014; 345 (6200): 1054 DOI: 10.1126/science.1252900

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Notizie da non perdere

Identificazione dei primi segnali dell'Alzheimer

7.03.2022 | Ricerche

Un team multidisciplinare di ricerca, composto da ricercatori del progetto ARAMIS, dell...

Le donne possono vivere meglio con una dieta migliore

22.07.2022 | Ricerche

Mangiare frutta e verdura di colori più brillanti può aiutare i problemi di salute delle donne.

...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020 | Esperienze & Opinioni

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Al…

27.04.2015 | Ricerche

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo d…

17.04.2020 | Ricerche

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020 | Ricerche

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

A 18 come a 80 anni, lo stile di vita è più importante dell'età per il ri…

22.07.2022 | Ricerche

Gli individui senza fattori di rischio per la demenza, come fumo, diabete o perdita dell...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'…

16.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda più ...

È lo scopo o il piacere la chiave della felicità mentre invecchiamo?

19.11.2021 | Esperienze & Opinioni

I benefici di avere un senso di scopo nella vita sono davvero incredibili. Le persone co...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello acce…

5.12.2014 | Ricerche

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimostra che un...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017 | Ricerche

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta e ​...

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021 | Esperienze & Opinioni

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianca...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memori…

9.06.2021 | Ricerche

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i li...

L'Alzheimer inizia all'interno delle cellule nervose?

25.08.2021 | Ricerche

Uno studio sperimentale eseguito alla Lund University in Svezia ha rivelato che la prote...

Nuovo metodo di selezione farmaci spiega perché quelli di Alzheimer falliscono…

31.01.2022 | Ricerche

Analizzando i meccanismi di malattia nei neuroni umani, dei ricercatori dell'Università del...

Cervello del toporagno si restringe in inverno e rinasce in estate: c'è q…

10.09.2025 | Ricerche

I toporagni comuni sono uno dei pochi mammiferi noti per restringere e far ricrescere in...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo�…

5.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Farmaco per Alzheimer non cambia l'eliminazione dei rifiuti a breve termi…

24.11.2025 | Ricerche

Dopo il trattamento con il farmaco, le scansioni MRI non mostrano alcun cambiamento a breve termi...

Il sonno resetta i neuroni per i nuovi ricordi del giorno dopo

11.09.2024 | Ricerche

Tutti sanno che una buona notte di sonno ripristina l'energia di una persona; ora un nuo...

Svelata una teoria rivoluzionaria sull'origine dell'Alzheimer

28.12.2023 | Ricerche

Nonostante colpisca milioni di persone in tutto il mondo, il morbo di Alzheimer (MA) man...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.