Guidare l'auto aiuta il morale degli anziani e contrasta la demenza

Guidare l'auto può contribuire a proteggere milioni di anziani dai sintomi della demenza come pure respingere i segni fisici dell'invecchiamento, secondo una nuova ricerca.


Lo studio dice che mettersi al volante è un modo per scongiurare il declino cognitivo, in quanto incoraggia il conducente di stare all'erta, oltre a dargli un senso di autocontrollo, di libertà personale e di indipendenza.


L'uso dell'auto può anche fare la differenza per molti pensionati, che vivono dove mancano buoni collegamenti di trasporto pubblico, per muoversi ed essere più attivi.


Ma lo studio, condotto da epidemiologi e pubblicato sul Journal of the American Geriatrics Society, ha anche scoperto che, quando gli automobilisti anziani devono rinunciare alla guida, la loro salute mentale e fisica declina e può portare a problemi più gravi come la depressione.


Ciò significa che, anche se il declino della salute (come il calo della vista) è una ragione per molti anziani per rinunciare alla guida, anche smettere porta a un ulteriore declino della salute.


Il Prof. Dr. Guohua Li della Columbia University di New York, ha detto:

"Per molti anziani, la guida è strumentale alla loro vita quotidiana ed è un forte indicatore di autocontrollo, di libertà personale e di indipendenza. Purtroppo, è quasi inevitabile affrontare la decisione di smettere di guidare nel processo di invecchiamento, perchè le funzioni cognitive e fisiche continuano a declinare.

"Quando verrà il tempo di decidere, è importante prendere in considerazione le conseguenze negative per la salute dello smettere di guidare e fare piani personalizzati per mantenere la mobilità e le funzioni sociali".

 

 

 


Fonte: Steve Doohan in Mirror.co.uk (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Stanford Chihuri, Thelma J. Mielenz, Charles J. DiMaggio, Marian E. Betz, Carolyn DiGuiseppi, Vanya C. Jones and Guohua Li. Driving Cessation and Health Outcomes in Older Adults. Journal of the American Geriatrics Society, Published online 19Jan2016, DOI: 10.1111/jgs.13931

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