Cibi e ricette per aiutare a prevenire l'Alzheimer

All'inizio di quest'anno, uno studio ha dimostrato che i cambiamenti nel cervello associati all'Alzheimer iniziano 25 anni prima della comparsa dei sintomi. 25 anni!

Quindi la strategia di prevenzione più facile che le persone possono integrare nella vita di tutti i giorni è modificare la propria dieta.


Anche se è ipotetico e irrealistico dichiarare che un cambiamento nella dieta può sicuramente e completamente compensare una propensione genetica a sviluppare la malattia, ci sono prove che anche cambiamenti modesti potrebbero effettivamente ridurre il rischio di sviluppare l'Alzheimer. Quindi quali sono questi cambiamenti? Ecco due esempi del mio recente libro "Il libro delle ricette per la prevenzione dell'Alzheimer: 100 ricette al servizio della salute del cervello", che ho scritto assieme al famoso chef Beau MacMillan.

  1. Primo, la quantità di grassi saturi nella nostra dieta deve essere ridotta. I grassi saturi e quelli trans sono le categorie principali di grassi che dobbiamo evitare, e che, purtroppo, sono presenti nella maggior parte degli alimenti disponibili in commercio in questi tempi. La maggior parte dei prodotti di origine animale, degli oli parzialmente idrogenati, e di molti altri alimenti trasformati sono grassi saturi e trans. In particolare, i grassi saturi si trovano soprattutto negli alimenti provenienti da animali e da alcune piante, per esempio:
    • Manzo, grasso di manzo, vitello, agnello, maiale, lardo, grasso di pollame, burro, panna, latte, formaggi e altri prodotti caseari.
    • Noce di cocco, olio di cocco, olio di palma e olio di nocciolo di palma (spesso chiamati oli tropicali), e burro di cacao.

    La maggior parte, ma non tutte, delle prove del legame tra grassi saturi e Alzheimer derivano da studi su animali dove topi e ratti sono stati alimentati con diete a diversi livelli di grassi e poi sottoposti a test di apprendimento e memoria. In uno di questi studi, gli scienziati hanno tenuto un gruppo di topi geneticamente modificati per sviluppare l'Alzheimer con una dieta ad alto contenuto di grassi saturi e colesterolo, e un altro gruppo di topi di controllo con una dieta senza questi grassi.

    Dopo due mesi, quando entrambi i gruppi di topi sono stati testati con compiti connessi alla memoria, quelli che erano stati nutriti con grassi saturi non riuscivano a ricordare, e tanto meno ad eseguire, i compiti, e il gruppo di controllo ci riusciva. Quando è stato esaminato il loro cervello, gli scienziati hanno trovato un aumento dei livelli della proteina tossica beta-amiloide nei topi tenuti nella dieta ad alto contenuto di grassi saturi.

  2. Secondo, l'adesione alla dieta mediterranea è una buona idea. Quasi tutti gli ingredienti che i ricercatori hanno individuato come portatori di benefici per il cervello appartengono anche alla tradizione alimentare "mediterranea". La dieta mediterranea ingloba deliziosamente tutti gli ingredienti benefici e le tendenze alimentari che sono discussi nel libro. Questa dieta - che prende il nome dalle abitudini alimentari delle popolazioni dei paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo, in particolare - è costruita intorno a frutta e verdura e al consumo regolare di pesce. E' anche ricca di cereali integrali, patate, fagioli, noci, semi, e, forse più centrale di tutto, olio d'oliva, ricco di acidi grassi monoinsaturi.

    Inoltre, un bel po' di studi mirati confermano il legame tra stile mediterraneo nel mangiare e un declino cognitivo più lento, un rischio minore di sviluppare decadimento cognitivo lieve (MCI), una riduzione del rischio di progressione da MCI all'Alzheimer, e una diminuzione del rischio di Alzheimer e una ridotta mortalità tra i pazienti che hanno già il morbo.

 

 

 



Dr. Marwan SabbaghScritto da Dr. Marwan Sabbagh, neurologo geriatrico, e direttore del Banner Sun Health Research Institute

Pubblicato in The Huffington Post il 3 Dicembre 2012 - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


Notizie da non perdere

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017 | Ricerche

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV ...

Ricercatori delineano un nuovo approccio per trattare le malattie degenerative

8.05.2024 | Ricerche

Le proteine sono i cavalli da soma della vita. Gli organismi li usano come elementi costitutivi, ...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari no...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheime…

1.10.2014 | Ricerche

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018 | Ricerche

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019 | Ricerche

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più c…

26.05.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Svelati nuovi percorsi per la formazione di memoria a lungo termine

31.12.2024 | Ricerche

Ricercatori del Max Planck Florida Institute for Neuroscience hanno scoperto un nuovo percorso pe...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie, ma…

28.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e per...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizion…

10.09.2018 | Ricerche

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la pe...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggreg…

20.11.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021 | Esperienze & Opinioni

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianca...

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017 | Ricerche

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ace, l...

Distinguere tra apatia e depressione può salvare la vita alle persone con dist…

2.03.2026 | Esperienze & Opinioni

Le persone con disturbi cerebrali, come il Parkinson e la demenza, ricevono spesso la di...

Subiamo un 'lavaggio del cervello' durante il sonno?

4.11.2019 | Ricerche

Una nuova ricerca eseguita alla Boston University suggerisce che questa sera durante il ...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno deme…

17.08.2018 | Ricerche

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcune...

Qualità della vita peggiora quando l'Alzheimer è complicato dal cancro

28.04.2023 | Esperienze & Opinioni

Che considerazioni si possono fare per una persona con Alzheimer che riceve anche la diagnosi di can...

Studio cinese: 'Metti spezie nel tuo cibo per tenere a bada l'Alzhei…

13.01.2022 | Ricerche

Proprio come 'una mela al giorno toglie il medico di torno', sono ben noti i benefici di...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alz…

4.09.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumulo...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)