Confermato il potenziale della proteina che rende l'idrogeno solforato un bersaglio terapeutico per l'Alzheimer

Le prove derivanti da topi modello suggeriscono che la CSE è un protagonista della funzione cognitiva

neurogenesis newborn neurons by SJ Tripathi Johns HopkinsImmagine di neuroni neonati (rosa) e colorazione nucleare DAPI (verde) che mostra la neurogenesi in atto nel cervello di un topo normale. Fonte: Sunil Jamuna Tripathi.

Scienziati della Johns Hopkins University (JHU) affermano che i risultati di un nuovo studio stanno facendo avanzare gli sforzi per sfruttare un nuovo bersaglio per il morbo di Alzheimer (MA): una proteina che produce un importante gas nel cervello.


Bindu Diana Paul MS/PhD, prof.ssa associata di farmacologia, psichiatria e neuroscienze alla JHU, che ha guidato lo studio, afferma che esperimenti condotti su topi geneticamente modificati confermano che la proteina Cistationina γ-liasi (CSE), comunemente nota per la produzione del gas idrogeno solforato responsabile del cattivo odore delle uova marce, è fondamentale per la formazione della memoria.


La nuova ricerca, pubblicata su PNAS, è stata progettata per comprendere meglio la biologia di base della proteina e il suo valore come nuovo bersaglio per i farmaci che aumentano l’espressione di CSE nelle persone, e aiutare a mantenere le cellule cerebrali sane e rallentare la neurodegenerazione. Studi precedenti avevano indicato l’idrogeno solforato come un protettore dei neuroni nei topi, dice la Paul. Ma, poiché il gas è tossico a dosi elevate e quindi non sicuro per l’uso diretto nel cervello, i ricercatori hanno dovuto lavorare per capire meglio come mantenere in sicurezza i livelli di questo gas ai livelli infinitamente piccoli presenti nei neuroni.


Il nuovo lavoro mostra che i topi geneticamente modificati per essere privi dell'enzima CSE hanno perdita di memoria e di apprendimento e mostrano un aumento dello stress ossidativo, danni al DNA e una compromissione dell'integrità della barriera emato-encefalica, segni distintivi del MA, afferma la Paul. Questi esperimenti recenti sono nati da un rapporto del 2014 del laboratorio di Solomon Snyder MD/DSc/DPhil, professore emerito di neuroscienze, farmacologia e psichiatria, in cui è stato dimostrato che la CSE apporta benefici alla salute del cervello nei topi con malattia di Huntington.


A tale scopo, gli scienziati hanno usato topi geneticamente modificati privi della proteina CSE, originariamente generata nel 2008, quando si dimostrò importante per la funzione vascolare e la regolazione della pressione sanguigna. Nel 2021, il team ha dimostrato che la CSE non funzionava correttamente nei topi con MA e che minuscole quantità di iniezioni di idrogeno solforato aiutavano a proteggere la salute del cervello. Questi studi precedenti, tuttavia, erano stati condotti su topi geneticamente modificati con altre mutazioni note per causare malattie neurodegenerative e non si concentravano specificamente sulla CSE.


"Questo lavoro più recente indica che la CSE da sola è un attore importante nella funzione cognitiva e potrebbe fornire una nuova strada per il trattamento del MA", afferma il coautore Snyder, che si è ritirato dalla facoltà di medicina della JHU nel 2023.


Usando la stessa linea di topi privi di CSE dello studio del 2008, in questo studio recente gli scienziati hanno confrontato la memoria spaziale (capacità di ricordare direzioni e seguire segnali) dei topi privi di CSE con quella dei topi normali. Negli esperimenti, i topi sono stati messi su una piattaforma chiamata labirinto di Barnes, dove imparavano a cercare rifugio quando appariva una luce brillante. All’età di due mesi, sia i topi privi di CSE che quelli normali evitavano la luce intensa e trovavano costantemente rifugio entro 3 minuti. A sei mesi, tuttavia, questi topi privi di CSE non erano in grado di trovare la via di fuga, mentre i topi normali di sei mesi continuavano a trovarla.


"Il declino della memoria spaziale indica un'insorgenza progressiva di malattie neurodegenerative che possiamo attribuire alla perdita di CSE", afferma la prima autrice Suwarna Chakraborty, ricercatrice del laboratorio della Paul.


Si ritiene che la mancata formazione di nuovi neuroni nella regione dell'ippocampo del cervello (fondamentale per l'apprendimento e la memoria) siano un segno distintivo della malattia neurodegenerativa, dicono gli scienziati. Utilizzando tecniche biochimiche e analitiche, i ricercatori hanno determinato che nei topi privi di CSE le proteine ​​legate alla neurogenesi erano espresse meno spesso rispetto ai topi normali, o non erano espresse affatto.


Quindi, usando microscopi elettronici ad alta potenza, gli scienziati hanno osservato il cervello di topi privi di CSE e hanno trovato grandi rotture nei vasi sanguigni, indice di danni alla barriera emato-encefalica, un altro sintomo osservato nelle persone con MA. Inoltre, i nuovi neuroni avevano difficoltà a migrare nella regione dell’ippocampo, dove normalmente avrebbero contribuito a formare nuovi ricordi.


"I topi privi di CSE erano compromessi a più livelli, tutti correlati ai sintomi che vediamo nel MA", afferma il primo coautore Sunil Jamuna Tripathi, ricercatore nel laboratorio della Paul.

 

 

 


Fonte: Johns Hopkins University (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: S Chakraborty, [+15], BD Paul. Cystathionine γ-lyase is a major regulator of cognitive function through neurotrophin signaling and neurogenesis. PNAS, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memori…

9.06.2021 | Ricerche

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i li...

Flusso del fluido cerebrale può essere manipolato dalla stimolazione sensorial…

11.04.2023 | Ricerche

Ricercatori della Boston University, negli Stati Uniti, riferiscono che il flusso di liq...

I tuoi ricordi sono governati da timer nascosti nel tuo cervello

10.12.2025 | Ricerche

Uno dei compiti più essenziali del cervello è decidere quali esperienze immagazzinare co...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015 | Ricerche

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per …

30.01.2019 | Ricerche

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel ...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al canc…

21.09.2014 | Ricerche

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l…

17.02.2016 | Ricerche

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

L'Alzheimer è composto da quattro sottotipi distinti

4.05.2021 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dall'accumulo anomale e dalla diffusione del...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018 | Esperienze & Opinioni

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demenz...

Cibo per pensare: come la dieta influenza il cervello per tutta la vita

7.10.2024 | Esperienze & Opinioni

Una quantità di ricerche mostra che ciò che mangiamo influenza la capacità del corpo di ...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adulto…

21.11.2014 | Ricerche

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari no...

[Dana Territo] Sii delicato e paziente quando parli ad amici e familiari della…

30.09.2025 | Esperienze & Opinioni

Come parlare alla famiglia della mia diagnosi di Alzheimer?

È difficile discerne...

Studio rafforza il legame tra vaccino contro l'herpes zoster e minore ris…

10.04.2025 | Ricerche

La nuova analisi di un programma di vaccinazione in Galles ha scoperto che il vaccino contro l'he...

Svelati nuovi percorsi per la formazione di memoria a lungo termine

31.12.2024 | Ricerche

Ricercatori del Max Planck Florida Institute for Neuroscience hanno scoperto un nuovo percorso pe...

Nuova terapia che distrugge i grovigli di tau si dimostra promettente

30.09.2024 | Ricerche

Degli scienziati hanno sviluppato potenziali terapie che rimuovono selettivamente le proteine ​​t...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzhei…

8.12.2020 | Ricerche

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzh…

29.09.2020 | Ricerche

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021 | Ricerche

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio plu...

Le donne possono vivere meglio con una dieta migliore

22.07.2022 | Ricerche

Mangiare frutta e verdura di colori più brillanti può aiutare i problemi di salute delle donne.

...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.